“Il giudice meschino” di Mimmo Gangemi – dal romanzo alla fiction

“Il giudice meschino” di Mimmo Gangemi: un magistrato indolente costretto a diventare eroe suo malgrado.

E poi… un vecchio padrino che parla come un oracolo e dal carcere orienta le indagini. Perché quelli che sembrano omicidi di ‘ndrangheta forse non lo sono.

Perché… forse hanno a che fare addirittura con le navi dei veleni e le scorie seppellite nella “spianata dell’infamia”

La morte del giudice Maremmi fa capire al collega e amico Alberto Lenzi, che a volte non ci si può sottrarre al proprio destino. E Lenzi, il giudice meschino, nel portare a galla la verità, non solo rischia la sua vita, ma mette in pericolo anche quella dei suoi cari.

Le indagini vengono agevolate da una sorta di “collaborazione” di Don Mico Rota, personaggio sapientemente descritto dall’autore. E’ lui, il boss della vecchia ‘ndrangheta, che, dalla prigione, attraverso le sue parabole, indirizza il magistrato verso la soluzione del problema.

“Il limone si staccò e finí in terra a fare compagnia a tanti altri ormai infraciditi. Don Mico ne avvertí il tonfo lieve, l’andò a raccogliere, lo strofinò a lungo sotto un filo d’acqua della fontanina, estrasse il coltello da pota e prese a sezionarlo in strisce sottili che si portava alla bocca. Smorfie mentre ne masticava. Sapeva però di libertà, quel sapore acre, l’acquolina di cui gli si ammaricava la bocca”.

Personaggi sapientemente tratteggiati, dialoghi eccezionali tra capobastone e magistrato, linguaggio accattivante, ma, soprattutto, un romanzo che trasuda amore per la Calabria. Come tutti gli altri romanzi dell’autore…

Il giudice meschino diventa una fiction

Luca Zingaretti, Luisa Ranieri, Gioele Dix, Maurizio Marchetti, Paolo Briguglia …
Un bel cast, diretto da Carlo Carlei, per due puntate trasmesse su Rai 1.

E poi…

…il giudice meschino sbarca in Francia…

E diventa “La revanche du petit juge“, edito da Editions du Seuil (Paris)

annagi