Giuseppe e la Signora di Ellis Island, miraggio di quella Merica
“La signora di Ellis Island è uno dei rari capolavori della letteratura italiana della nostra epoca.
E’, in gran parte, la vera storia della famiglia di Mimmo Gangemi, tramandata come racconto della buonanotte dai padri ai figli. «Da Saverio e Lorenzo Musitano nacquero Giuseppe…»
[…] «A mio padre Saverio che fu uomo giusto» è dedicato il romanzo. Giuseppe e i suoi figli sono uomini giusti, in un tempo, in un Paese, in una Calabria rassegnati alle più infami ingiustizie. Da qui nasce il conflitto, con la terra e con il cielo. Come Giobbe, Giuseppe è sottoposto a terribili prove dal suo Dio. Ma non smette di aspettarsi il meglio dal futuro, di lottare e d’amare.
(Curzio Maltese per La Repubblica)
L’autore trae spunto da un piccolo diario del nonno, trovato per caso, che diventa fonte di ispirazione per un racconto che sa di poesia
“E’ cambiata la vecchia Merica.
Io risorgo d’orgoglio nella Fifth Avenue. Sulle facciate dei negozi più eleganti, dei ristoranti alla moda, dei caffè espresso, il gelido vento dell’oceano svolazza assieme la bandiera italiana e quella americana.” (Mimmo Gangemi per La Stampa)
Nel romanzo ritroviamo un secolo di storia raccontato attraverso la storia di una famiglia.
Giuseppe, Saverio, Ciccio: tre grandi protagonisti con destini diversi, tre personaggi che commuovono e fanno riflettere. Mentre Giuseppe parte alla volta della sua terra promessa per tentare di cambiare il destino, Ciccio resta per assecondare la sua devozione. Saverio parte per obbligo e ci resta per necessità ma, alla fine del suo “esilio” decennale, torna e “fa famiglia”.
La storia di Giuseppe è la storia di ogni uomo che ha il coraggio di deviare la rotta del proprio destino. Il suo incontro con la “signora” di Ellis Island cambia inaspettatamente le sorti di tutta la famiglia. La convinzione di aver ricevuto un miracolo lo scorta per l’intera vita e guida ogni sua decisione
Finalmente la Merica…
“Quando la bocca nera del piroscafo verso la Merica lo ingoia, Giuseppe non immagina che questa partenza cambierà non solo la sua vita, ma anche la vita di quelli che verranno. Grazie alla signora di Ellis Island, la sconosciuta dal viso familiare che lo ha soccorso quando tutto sembrava perduto. E che non smette di apparirgli in sogno con la veste azzurra e il suo bambino in braccio”.
“Nelle poche ore che dormì, gli entrò in sogno la signora di Ellis Island. Immagini confuse di cui rammentò solo che piangeva. Non decifrò se per commozione, felicità, scontento”
“…Ciccio tenne gli occhi su Saverio, l’amico di un’infanzia comune che lì finiva. Si abbracciarono. Poi si avviò a ritroso verso il carretto, senza smettere di guardarlo e con la mano tenuta alta e aperta al saluto.
Entrambi sapevano che da lì in poi non avrebbero più respirato gli stessi fiati, nè coltivato gli stessi sogni…”
annagi




Bello e coinvolgente!!
Grazie, Alberto, per il commento. Mi fa piacere sapere che hai letto il libro, perché a mio parere (sono un po’ di parte), ma sopratutto secondo autorevoli pareri, il romanzo è un capolavoro. È una storia vera, sapientemente romanzata.