Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. “…quando dopo un mese ho capito che non sarebbe tornato, mi sono sentita abbandonata come le tombe che pulisco regolarmente, altrettanto grigia, smorta e traballante, pronta per essere smantellata e vedere i miei resti gettati in un ossario…” “… man mano che mi abituavo alla sua assenza ricominciavo a respirare, come se fossi rimasta a lungo sott’acqua, in fondo ad una piscina. La sua partenza mi ha permesso di darmi una spinta e risalire in superficie, riprendere fiato…”

Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa donna bella, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Ma “…una volta chiuso il cancello il tempo è mio, ne sono l’unica proprietaria. E’ un lusso essere proprietari del proprio tempo. Lo ritengo uno dei più grandi lussi che l’essere umano possa concedersi…”

Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose. “…lo stato di irrealtà in cui l’avevo vista la prima volta dipendeva forse da quel tempo sospeso tra una vita e l’altra in cui l’aveva rinchiusa la sua scomparsa, una sala d’attesa in cui stava seduta da anni senza che mai nessuno venisse a chiamarla o pronunciasse il suo nome…”

“…La vita non è che una lunga perdita di ciò che si ama…”