Il caffè, Maria, lo piglia amaro…
“Caffè amaro” di Simonetta Agnello Hornby: tre personaggi, protagonisti del racconto, che si impongono all’attenzione del lettore con la loro personalità, in una storia che racconta la storia. Quella della Sicilia di fine ottocento.
Maria, vera protagonista indiscussa. Meraviglioso personaggio che, da solo, potrebbe bastare a fare romanzo. “Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani. La bellezza di Maria è di quelle che gettano una malia su chi vi posi lo sguardo…”
E poi, lei… il caffè lo piglia amaro!!!
Sposa-bambina di Pietro, un facoltoso trentacinquenne che ama il gioco d’azzardo e le donne
“Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell’esistenza. Una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere a a piacere. Attraverso l’eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l’apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia”.
Amica sincera di Giosuè, custode geloso della sua anima, con cui intesse un legame psico-affettivo che non morirà mai. “Dimenticarci è impossibile! Noi due, Maria, abbiamo un rapporto di anime! Le nostre sono aggrovigliate come una trizza ‘i fimmina!”
In “Caffè amaro”
i protagonisti si raccontano lungo i decenni, in una bella storia che, spesso, quasi bruscamente, viene interrotta da nozioni storiche. Notizie dettagliate in una quasi troppo accurata ricostruzione storica che, a tratti, fa distogliere l’attenzione dalla magica atmosfera creata intorno ai personaggi.
“Come le gugliate della giovinezza ricamavano le pezze di un futuro corredo, così Maria vedeva il filo degli addii entrare nel tessuto del suo tempo futuro, e tracciare un disegno bellissimo e ancora incerto”
annagi




