Storia di chi fugge… Elena o Lila?

“Storia di chi fugge e di chi resta”. Storia delle due amiche-protagoniste de “L’amica geniale” e “Storia del nuovo cognome“: Elena e Lila. “Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione”.

Non è la storia di chi fugge. E’ la storia di chi torna alla ribalta e di chi sfuma i suoi contorni.

Lila “aveva imparato che cercare ragioni le faceva male e aspettò che l’infelicità diventasse prima un generico malumore, poi malinconia, infine il normale affanno di ogni giorno…”

Elena portava ancora avanti il suo difficile rapporto con la madre. “Continuava a credere di potermi dire cosa dovevo fare e cosa no. Mi zoppicava dietro criticandomi. A volte pareva decisa a intrufolarsi dentro il mio stesso corpo pur di non lasciarmi padrona di me”

…che cambiava nel corso del tempo “Quando mi abbracciava prima che me ne andassi, sembrava che lo facesse per scivolarmi dentro e restarci come una volta io ero stata dentro di lei. I contatti col suo corpo, che quando era sana m’infastidivano, adesso mi piacevano”

…Elena racconta Lila

E di colpo mi sembrarono una coppia innamorata, molto felice, con un loro segreto così segreto che era ignoto persino a loro stessi”

…e il loro strano rapporto di amicizia “E’ stato importante per me parlarle, mi pareva che non sentisse con le orecchie ma con un organo che aveva solo lei e che rendeva accettabili le parole”

Di notte ogni fantasia mi pareva cosa accaduta o che ancora stava accadendo. E temevo per lei, la vedevo braccata, ferita, come tante e tanti nel disordine del mondo. Mi faceva pena, ma anche la invidiavo”

Elena racconta Elena

M’ero costruita sin da piccola un perfetto congegno autorepressivo. Non uno dei miei desideri veri era mai prevalso, avevo sempre trovato il modo per incanalare ogni smania. Ora basta, mi dicevo, che salti in aria tutto, io per prima”

Ma mi sentivo anche come se il mio corpo avesse la consistenza del guscio d’uovo e bastasse una lieve pressione su un braccio, sulla fronte, sulla pancia per romperlo e cavar fuori tutti i miei segreti, soprattutto quelli che erano segreti persino a me”

Ho divorato parole e pagine…

annagi